July 16 to October 15 2016

Omaggio a Tiziano

Troina, Sicilia

Nella Torre Capitania di Troina, primo regno Normanno in Sicilia, si tiene quest'estate su iniziativa del sindaco Dott. Fabio Sebastiano Venezia, una mostra omaggio a Tiziano Vecellio, che comprende pure un capolavoro inedito di Aurelio e Giovanni Pietro Luini, oltre ad altri prestiti curati dal professore Paolo Giansiracusa e magistralmente presentati nel ricco catalogo illustrato.

Aion Contribution to the Exhibition

Ritratto di Paolo III col camauro
Ritratto di Paolo III col camauro

Tiziano Vecellio

Pieve di Cadore, 1477? Probably 1480/1485 – Venezia, 1576

Olio su tela cm 135x98

Da note originali dattiloscritte di Gaetano Miani

View original document by Gaetano Miani

Il dipinto in esame rappresenta il Papa Paolo III Farnese col capo coperto dal camauro. Di Tiziano Vecellio sono noti quattro ritratti di Paolo III Farnese.

1. Ritratto di Paolo III Farnese a capo scoperto cm 114x89 (Galleria Naz. Capodimonte)

2. Ritratto di Paolo III Farnese col capo coperto dal camauro cm 108x80 (Galleria Naz. Capodimonte)

3. Ritratto di Paolo III Farnese col capo coperto dal camauro cm 98x79 (Leningrado Ermitage)

4. Ritratto di Paolo III Farnese col capo coperto dal camauro cm 89x78 (Museo Naz. Vienna)

Il ritratto in esame si distingue dagli altri perche sembra fra tutti il piu giovane d'età e date le misure della tela e dell'effigie quello più grandezza naturale. Per l'età, del pontefice e grandezza al naturale della figura si potrebbe pensare che possa trattarsi proprio del dipinto di cui parla Giorgio Vasari: avendo Tiziano dipinto a Bologna il ritratto di Papa Paolo III Farnese, per asciugarne le vernici lo mise al balcone, al che a distanza i Bolognesi pensando si trattasse del Pontefice in persona rispettosamente si inchinavano. Certo non si sarebbero inchinati se la figura non avesse manifestato una certa verosimiglianza anche nella dimensione. Se esaminiamo i quattro ritratti che dimostrano un'età piu avanzata si può pensare che Paolo III trovandosi a Bologna per incontrarsi con Carlo V nel 1543 doveva dimostrare un'età più giovanile di quella degli altri ritratti che sembrano dipinti più tardi a Roma.

In merito all'unico ritratto scoperto (di Capodimonte) molti studiosi hanno avanzato che si tratti di copia che Tiziano ha fatto da un dipinto di Sebastiano del Piombo, e si chiedono anche se non si tratti proprio del dipinto di Sebastiano del Piombo, che si ritiene perduto. Vasari a proposito ci dice: subito dopo che fu fatto pontefice, 1534 (vita di Sebastiano del Piombo).

A mio parere il dipinto in esame ritratto di Paolo III Farnese dal capo coperto dal camauro, dovrebbe essere il primo della serie creato da Tiziano a Bologna nel 1543 di cui parla Vasari a proposito della maggior verosimiglianza dell'opera di pittura più che della scultura per cui i bolognesi vedendo il dipinto a distanza si inchinavano scambiandolo per il Pontefice stesso, e secondo me anche il fatto che il Papa avesse il capo coperto dal camauro rosso, un vero segno indicativo e inconfondibile a distanza avrà completata l'illusione.

È da pensare che questo primo ritratto col capo coperto dal camauro derivino gli altri dipinti sempre di un'età più avanzata del Paolo Farnese e quindi più curvi più incanutiti e meno energici che non dimostrano più il forte carattere del careatore della controriforma anche se Tiziano nell'ultimo Paolo III coi nipoti da al suo volto un'espressione impersiosa e anche una certa ira repressa.


Aurelio e Giovanni Pietro Luini

Aurelio: Milano 1530-1593
Giovanni Pietro: 1519-1584

A Lugano in Via Nassa, nella Chiesa di San Carlo Borromeo, è stato esposto fino al 31 gennaio 2015 un dipinto ad olio su tela di 169 x 155 cm, databile verso il 1570, oggi in collezione privata ticinese, recentemente attribuito dal prof. Francesco Frangi ai figli di Bernardino Luini, Aurelio (Milano 1530-1593) e Giovanni Pietro Luini (Milano 1519-1584): una “Madonna delle Rose in Trono”. Curiose coincidenze che ci toccano da vicino hanno fatto scegliere questo dipinto per un’iniziativa che invita ad attardarsi in chiesa per un momento in più di riflessione, ridando all’espressione artistica sacra il suo valore ed intento originario. La nostra storia si svolge nella Milano governata dagli spagnoli, dove Carlo Borromeo, nipote del Papa Pio IV, preceduto dalla sua fama di severo attuatore del Concilio di Trento arriva nel 1566. Nominato Cardinale a soli ventidue anni, avrebbe potuto godere di incarichi impegnativi ma privilegiati. Le decisioni di farsi ordinare prete e consacrare vescovo per scendere in prima linea in difesa della fede, segnarono una svolta nella sua vita e lo portarono ad esporsi a «contrasti tanto grandi [...] et da persone tanto potenti che havriano impaurito ogni grand'animo». Mentre la riforma protestante s’infiltrava a Milano e la miseria estrema di grandi fasce della popolazione era sotto gli occhi di tutti, i costumi mondani delle classi agiate e la noncuranza che vigeva nella diocesi urtavano il giovane vescovo, che reagisce non limitandosi alla lotta contro le eresie.

Ritratto di Paolo III col camauro
Luini Aurelio, Madonna

Ad Ascona nel 1583 fonda il Collegio Papio, nato come seminario per sua espressa volontà. La chiusura dell'ordine degli Umiliati, molto vicino alle posizioni riformate, gli costò un attentato con archibugiata alla schiena mentre era in ginocchio in preghiera. Sapeva reprimere con spietatezza, pensiamo agli eventi della Mesolcina, ma la sua coerenza non poteva esser discussa. La sua vita privata era irreprensibile, il suo slancio verso i poveri ed i malati esemplare, le sue opere di carità gli diedero grande prestigio morale. Quando con l’animo tormentato dalla tragedia della peste, proibisce tutti i festeggiamenti e carnevali, balli e mascherate, considerandole concause del flagello che Dio aveva mandato sulla terra, giovani intellettuali, pittori, attori teatrali, musici, si riuniscono in un consesso segreto. Bacco ne era il nume tutelare e gli associati avevano in comune variegati interessi, da Leonardo da Vinci alla poesia, dall’amore per il vino ed il canto a quella goliardica ripulsione alle imposizioni, che nemmeno le tristissime condizioni dell’epoca potevano completamente reprimere. La lingua “segreta” usata negli scritti era un idioma inesistente, che pretendeva esser quella degli immigrati più umili, che dalle poverissime valli ticinesi scendevano a Milano in cerca di lavoro come facchini. Sotto la guida di Giovanni Paolo Lomazzo, pittore manierista, poeta e studioso era nata l’Accademia dei Facchini della Val di Blenio, alla quale pure Aurelio Luini notoriamente partecipò. Eminenti studiosi ne hanno scritto, tutti rilevando che l’attenzione per la magia naturale o la cabala, come pure lo scherzo e la goliardia, che allora potevano costare care, più che colti inni a Bacco, costituivano un’artistica ribellione contro le miserie dell’epoca, in fondo un gesto di fede nella vita. Il contrasto con i principi imposti dal Vescovo erano però evidenti e non stupisce che Aurelio ricevette nel 1581 un’interdizione a dipingere. Ciò che invece stupisce è come un membro di tale consesso abbia espresso e svolto con tanta forza e originalità un tema caro proprio al futuro San Carlo. La Madonna in trono con il Bambino toccati dal raggio di luce divina riprende il soggetto di devozione mariana meravigliosamente espresso del padre Bernardino nella Madonna del Roseto della Pinacoteca di Brera. L'Arcangelo è in armi. La spada sguainata, vittoriosa sul demonio, parla chiaro e riflette compiutamente il destino dei peccatori sconfitti. Sui due piatti della bilancia si trovano le anime dei defunti, mentre lo sguardo di San Michele, nonostante il gravoso compito di salvare o condannare, è assolutamente imperturbabile. Di fronte a lui San Bruno, fondatore dell’ordine certosino, riflette la scelta della rinuncia a tutto ciò che distrae l’uomo dal senso primo della vita. La mitra ai suoi piedi simboleggia e ricorda questo gesto, Perseguendo castità, frugalità e preghiera ha ritrovato la comunione con Dio, la cui perdita ha portato sulla terra i flagelli, che la tormentano. Artisti colti e ribelli, con riferimenti culturali molto distanti da quelli che animavano Carlo Borromeo, nel momento creativo, condividendo la stessa sensibilità e devozione, trasmettono un messaggio ecumenico. Il dipinto partecipa all’esposizione organizzata a Troina in Sicilia, nella Torre Capitania, dal 16 luglio al 15 ottobre 2016, Omaggio a Tiziano, curata dal Professor Paolo Giansiracusa ed è pubblicato nel catalogo dell’esposizione.


Ritratto di Dama - Portrait of a Lady
Ritratto di Dama ("Portrait of a Lady" )

Tiziano Vecellio

Pieve di Cadore, 1477? Probably 1480/1485 – Venezia,1576

Olio su tela, 81.5x 63 cm, Collezione Privata Ascona, Svizzera.

Per la descrizione del dipinto ed i nuovi riscontri, un'affascinante proposta ragionata di identificazione della giovane dama rappresentata e l'interpretazione della leggenda originale iscritta in basso a destra, si veda la pubblicazione del dipinto nel catalogo della mostra a cura del professor Paolo Giansiracusa.

Certificates and analysis: Prof. Marcello Marti Presciutti. Milano; Laboratorio per la conservazione ed il restauro scientifico delle opere d'arte e perizie tecniche, ND.
Prof Dr. Hermann Kuhn, München, 1997.
SIK , Schweizerisches Institut für Kunstwissenschaft, Zürich, 1997.

Certificates:
Prof. Giuseppe Fiocco, Padova, 1966.
Prof. Dr. H. Zimmermann, Generaldirektor der staatlichen Museen Berlin, 1966.
Giuseppe Fiocco, Padova, 1969.
Prof. Dr. Terenzio Santucci, Milano, 1970.
Prof. Dr. S. Bergmans, Bruxelles, 1970.
Prof. Dr. Edith Greindl, Bruxelles, 1970.
Prof. Dr. Herbert Paulus, 1970.
Dr. Hermann Münch, München, 1970.
Guido Gregorietti, Museo Poldi-Pezzoli, Milano, 1970.
Prof. Matteo Gehringer, Claro, Ticino, Switzerland, (Report on Portrait of a Young Lady of Tiziano Vecellio, with condition report), 2011.

Source:
Collezione Barone Lazzaroni, Nizza: (mentioned in the letter from the Director of the Museo Poldi Pezzoli in Milan, Guido Gregorietti, letter quoted). Collezione Architetto Erwin Huber.
Collezione Privata RP, Ascona, Svizzera.

Troina, Sicilia

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Veduta delle campagne attorno a Troina
Troina, Sicilia
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Troina, Sicilia
Veduta delle campagne attorno a Troina
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